
La Deontologia notarile nel 2026: le novita su equo compenso e incarichi professionali
Nel 2026 il Consiglio Nazionale del Notariato è intervenuto nuovamente sui Principi di deontologia professionale dei Notai, modificando alcune disposizioni entrate in vigore tra il 2024 e il 2025. Tali modifiche sono state approvate con delibera del 17 aprile 2026 e sono entrate in vigore il 25 maggio 2026, data di pubblicazione del relativo comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119.
Una delle novità principali riguarda l’articolo 59 dei Principi di Deontologia, dedicato all’applicazione della legge n. 49 del 21 aprile 2023 in materia di equo compenso. L’articolo era già stato modificato nel 2024, ma con l’intervento del 2026 il Consiglio Nazionale del Notariato ne ha precisato ulteriormente l’ambito di applicazione. Più precisamente, tale disposizione riguarda i rapporti professionali con alcune categorie di Clienti individuate dalla legge (ad esempio imprese bancarie e assicurative e soggetti collegati, imprese che nell’anno precedente abbiano avuto più di 50 dipendenti o ricavi superiori a 10 milioni di euro, Pubbliche Amministrazioni e società a partecipazione pubblica).
Nei rapporti con i soggetti interessati dalla norma, il notaio non può concordare o preventivare un compenso che non sia giusto, equo e proporzionato alla prestazione professionale richiesta e che non sia determinato secondo i pertinenti parametri ministeriali.
Quando la convenzione, il contratto o un’altra forma di accordo viene predisposta esclusivamente dal notaio, quest’ultimo deve inoltre informare per iscritto il cliente che il compenso deve rispettare i criteri previsti dalla legge n. 49/2023.
Sono invece espressamente escluse le prestazioni rese in favore delle società veicolo di cartolarizzazione e degli agenti della riscossione.
Il mancato rispetto di questi obblighi assume anche rilevanza disciplinare e può essere sanzionato con l’avvertimento o la censura previsti dall’articolo 136 della legge notarile.
L’intervento del 2026 ha inoltre abrogato gli articoli 38 e 39 dei Principi di Deontologia professionale, disciplinanti la distribuzione degli incarichi tra Notai da parte dei Consigli notarili distrettuali nell’ambito di convenzioni o protocolli.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha ricondotto questa modifica all’esigenza di mantenere le regole deontologiche coerenti con i principi di concorrenza e con il corretto esercizio della funzione notarile, non modificando i principi fondamentali sui quali si basa l’attività del Notaio, limitandosi ad intervenire su alcuni aspetti concreti del rapporto professionale e dell’organizzazione dell’attività. Pertanto, per gli studi diventa quindi importante prestare particolare attenzione alla corretta determinazione e formalizzazione dei compensi nei casi interessati dalla disciplina sull’equo compenso, oltre che alla documentazione delle informazioni fornite al cliente.
Si tratta di adempimenti che si inseriscono in un’attività professionale già caratterizzata da numerosi obblighi documentali, verifiche, comunicazioni e procedure da gestire nel corso di ogni pratica.
Anche gli interventi più recenti in materia deontologica mostrano quanto sia importante, per uno studio notarile, poter contare su processi organizzati e facilmente tracciabili. Ed infatti, digitalizzare alcuni passaggi non significa modificare il ruolo del notaio né sostituirne le valutazioni professionali. Significa, piuttosto, disporre di strumenti che permettano di gestire in maniera più ordinata pratiche, documenti, informazioni e attività svolte con le parti. È proprio in questo spazio che soluzioni digitali dedicate al mondo notarile, come Notarium, possono offrire un supporto operativo allo studio, semplificando la gestione delle pratiche e dei documenti e mantenendo più facilmente sotto controllo le diverse fasi del rapporto con il cliente. La tecnologia, in questo senso, rimane uno strumento al servizio del professionista. La responsabilità, le valutazioni e il ruolo di garanzia restano quelli propri del notaio.
